Il 16 aprile, i Ministri del Lavoro e degli Affari Sociali dell’Unione Europea insieme alla Commissione, al Parlamento Europeo e alle parti sociali, hanno firmato la Dichiarazione de La Hulpe sul “Futuro dell’Europa Sociale”. Questo documento impegna i firmatari a rafforzare l’agenda sociale europea nella legislatura 2024-2029, con particolare attenzione al Pilastro Europeo dei Diritti Sociali.
La Dichiarazione, tra le altre cose, sottolinea l‘importanza dei servizi educativi per la prima infanzia per migliorare le competenze dei bambini e delle bambine, favorire l’occupazione femminile, promuovere la crescita economica e garantire un significativo ritorno economico sull’investimento.
In Italia, sebbene l’obiettivo del 96% di inserimento nella scuola dell’infanzia per bambini tra i 3 e i 6 anni sia stato raggiunto, persistono disuguaglianze territoriali importanti, soprattutto nel Mezzogiorno, in particolare riguardo alla disponibilità di tempo pieno e servizio mensa. Inoltre, il traguardo del 45% di frequenza ai servizi educativi per bambini sotto i 3 anni è ancora lontano, con solo il 30% dei posti coperti nel 2022-23.
Sulla base di questi dati, l’Alleanza per l’infanzia ha redatto un documento con cui invita le forze politiche, ed in particolare i futuri rappresentanti al Parlamento Europeo, ad impegnarsi nel creare condizioni per:
- Espandere uniformemente i servizi educativi per la prima infanzia su tutto il territorio nazionale.
- Garantire ai Comuni i fondi necessari per mantenere questi servizi e renderne gratuita la partecipazione dei bambini economicamente svantaggiati.
- Migliorare i requisiti formativi e i curricula per il personale educativo 0-6 anni.
- Collaborare tra università, amministrazioni regionali e locali per formare un numero adeguato di educatori e insegnanti.
- Assicurare continuità e stabilità del personale con condizioni lavorative omogenee e requisiti professionali riconosciuti, evitando appalti che compromettano la qualità dei servizi.
- Creare un sistema di raccolta dati nazionale per monitorare l’offerta e la qualità dei servizi educativi.
- Sostenere il Pilastro Europeo dei Diritti Sociali e migliorare il sistema di raccolta dati utilizzato da Eurostat.